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Tanzania

Tanzania - The great migration
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Tanzania - Masai men
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La grande migrazione nel Serengeti, i giganteschi baobab del Tarangire e lo scenografico cratere di Ngorongoro. Ma anche i remoti parchi nazionali del sud e dolci isole che profumano di spezie…
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  • Lago Manyara

    Il Lake Manyara è costituito da una striscia di terra che si estende tra le acque dell’omonimo lago e il ripido versante occidentale della Rift Valley. E’ stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità nel 1981. Sebbene di superficie ridotta e prevalentemente occupata dal lago, raggruppa ben cinque differenti ecosistemi: equatoriale, xerofilo, lacustre, savana e vulcanico, oltre ad avere la biomassa più fitta del continente nero. Elefanti, babbuini, gnu, zebre, giraffe, ippopotami, leoni, fenicotteri e altri animali popolano le sue coste. Con un po’ di fortuna si avvisteranno i leoni che si arrampicano sugli alberi.

  • Ngorongoro Crater

    Nella Ngorongoro C.A. si trova Ngorongoro - “burrone profondo” in lingua swahili -, l’enorme cratere che pare un’immensa arca di Noè: qui vivono in perfetto equilibrio numerosissime specie animali. L’area, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, rappresenta un importante ecosistema che, oltre all’omonimo cratere, include altri due crateri di dimensioni minori e il sito archeologico della Olduvai Gorge, nota come “culla dell’umanità”. Nel cratere - dal diametro variabile fra gli 11 ed i 17 km per circa 600 metri di profondità - la concentrazione di fauna è impressionante: oltre 25.000 animali di grossa taglia tra cui zebre, gnu, elefanti, leoni, bufali, ippopotami e alcune specie piuttosto rare come i rinoceronti e i leopardi;  la riserva è anche habitat degli eleganti fenicotteri rosa.

  • Isola di Mafia

    L’isola di Mafia, situata a soli 25 chilometri dalle coste della Tanzania e 160 chilometri a sud di Zanzibar nell’oceano indiano, è molto meno conosciuta della sua “sorella maggiore”, ma altrettanto affascinante e sicuramente meno turistica.  Mafia è infatti l’isola principale di un piccolo arcipelago non ancora “scoperto” dal turismo dei grandi numeri. Gran parte della barriera corallina che circonda le sue coste è protetta dal Mafia Island Marine Park, istituito nel 1995 dal governo della Tanzania. Qui vivono più di 50 varietà di corallo, tartarughe e dugonghi, mentre nell’interno la vegetazione comprende foreste di mangrovie, palme, baobab e foreste pluviali, in cui è possibile incontrare numerose specie di scimmie, volpi volanti e bushbabies.Ma da dove viene il nome dell’isola? Non è certo un omaggio a “cosa nostra”, piuttosto sembra una contrazione del termine arabo “morfi’a”, che significa “arcipelago” (in effetti l’isola di Mafia è la principale di un arcipelago di 9 isole). Una seconda possibilità è che il nome provenga dalla prima famiglia di commercianti che vi si stabilì dallo Yemen, i Ma’afir di Merku. Una terza possibilità è che Mafia si riferisca a un antico termine persiano che significa “acqua”, in quanto l’isola è ricca di sorgenti.
    Il miglior periodo per praticare immersioni è quello che va da settembre a marzo. L’agenzia Mafia Island Tours organizza escursioni e attività sia marine che sulla terraferma. L’isola è raggiungibile per via aerea da Dar es Salaam e il volo dura circa 35 minuti. 

  • Isola di Pemba

    Pemba, con le sue spiagge deserte e la sua rigogliosa vegetazione, è una delle più belle isole della Tanzania ed è famosa per le sue coltivazioni di chiodi di garofano. Situata sul crocevia tra il Medio Oriente e le coste orientali d'Africa, Pemba ha sviluppato nei secoli un interessante patrimonio di culture miste e, a memoria dell'antica sovranità araba, oggi rimangono molti resti di fiorenti antiche cittadine, come nel caso di Chake Chake e Wete. L'isola è disegnata da colline e piccole vallate ed è famosa per le sue coltivazioni di chiodi di garofano. L'isola di Pemba offre un'incredibile esperienza naturalistica, grazie alla sua vegetazione lussureggiante e alla grande varietà di specie animali che è possibile osservare soprattutto nelle zone più inesplorate. La Ngezi-Vumawimbi Nature Forest Reserve (o Ngezi Rain Forest), rappresenta una delle ultime zone di foresta originaria dell'isola sfuggite alla deforestazione per scopi agricoli.In questo paradiso lussureggiante si trovano specie animali e vegetali unici al mondo e molte specie di mammiferi minacciati.La piccola Isola di Misali, che si trova all'interno dell'Area di Conservazione del Canale di Pemba, custodisce uno dei più bei parchi marini della zona; è circondata da una serie di isolette minori ancora inesplorate ed è il rifugio di migliaia di tartarughe che approdano sull'isola per riprodursi e nidificare.Tra i principali centri abitati di Pemba ricordiamo Chake Chake, che domina dall'alto la deliziosa baia, con un caratteristico mercato del pesce ed il porto, al quale sono attraccate le tipiche imbarcazioni dhow. Di particolare interesse sono le rovine di una delle più antiche città musulmane dell'Africa, Qanbalu vicino Ras Mkumbuu, risalenti probabilmente al VIII secolo. Vi sono poi Mkoani e Wete, piccola città che custodisce alcune antiche rovine di una città risalente al Medioevo.L'isola di Pemba è inoltre caratterizzata da spiagge immacolate di sabbia fine e da un mare turchese con fondali marini vero paradiso per i sub.

  • Parco Nazionale Ruaha

    Nel parco nazionale di Ruaha vivono grandi branchi di elefanti, concentrati soprattutto lungo le rive del fiume Ruaha; fra gli animali sono numerosi i leoni e si trovano anche i licaoni, presenti quasi esclusivamente in questo parco e nel Selous. Mentre il Ruaha scorre perennemente, gli altri due fiumi che attraversano il parco sono ridotti a distese sabbiose per la maggior parte dell’anno, con pozze d’acqua qua e là. Il paesaggio è molto vario, passando da foreste a zone aride fino alla savana punteggiata di acacie. In questo parco convergono diversi ecosistemi della Tanzania, tanto che è presente una grandissima varietà di specie vegetali che rendono la flora particolarmente ricca: se ne contano ben 1.400, contro le circa 600 del Serengeti e del Selous.

  • Riserva di Selous

    La riserva di Selous costituisce la più vasta riserva della Tanzania con un’estensione pari a circa 56.000 kmq. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco per la biodiversità del suo ecosistema, è habitat del più alto numero di mammiferi al mondo. Il paesaggio spazia da vaste pianure ondulate cosparse di laghi, ad imponenti montagne cinte di nubi. La riserva, praticamente intatta, è la dimora naturale di un’infinità di animali, comprese le maggiori concentrazioni africane di rinoceronti, elefanti, licaoni, giraffe, coccodrilli, ippopotami e bufali, oltre a numerosi leoni e antilopi e a migliaia di splendide specie di uccelli. Una delle principali attrazioni del luogo è l’enorme fiume Rufiji, il più lungo del paese.

  • Parco Nazionale Serengeti

    Il Parco Nazionale Serengeti, uno dei più importanti della Tanzania, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e copre un’area di 14.763 km quadrati. In lingua swahili, serengeti significa “grande pianura”: l’immensa distesa di erba giallastra è infatti interrotta soltanto da piccoli rilievi tondeggianti (kopjes). L’ecosistema è caratterizzato dalle piogge stagionali e la conseguente migrazione degli animali sempre alla ricerca di nuovi pascoli: si spostano mandrie di gnu, zebre, gazzelle di Thompson. Sono presenti leoni, ghepardi e soprattutto leopardi; recentemente (2010) sono stati introdotti cinque rinoceronti. A nord, il parco è ricoperto di foreste e savana alberata, dove vivono numerosi elefanti, giraffe e bufali. In questa zona sono stati ritrovati resti dell’Homo Zinjanthropus, risalenti a 2 milioni d’anni fa. 

  • Parco Nazionale Tarangire

    Il Parco Nazionale Tarangire è situato al centro del ramo orientale della Rift Valley e sfoggia panorami dalla bellezza selvaggia, con giganteschi baobab che dalla savana si ergono verso il cielo. E’ attraversato dall’omonimo fiume, a cui si deve la presenza di un gran numero di animali, primi fra tutti i grandi branchi di elefanti. Anche se meno massiccia rispetto al Serengeti, anche qui ha luogo la migrazione di zebre e gnu durante la stagione secca, quando la portata d’acqua del fiume si riduce notevolmente. Questo è il periodo in cui gli animali si concentrano vicino alle poche pozze d’acqua rimaste per abbeverarsi. 

  • Zanzibar

    Quando si parla di mare cristallino o turchese, di atolli, di reef dai pesci variopinti, di sabbie bianche come il borotalco, immancabilmente vengono alla nostra fantasia i cosiddetti “paradisi dei mari del Sud”. Zanzibar è un vero concentrato di tali bellezze, tutte da scoprire. Da non perdere la visita di Stone Town, la parte vecchia della capitale di Zanzibar. La sua architettura, in gran parte del XIX secolo, riflette la molteplicità di influenze che definiscono la cultura swahili in generale: vi si ritrovano infatti elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei. Per la sua importanza storica e la sua architettura, la città è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall’UNESCO.

  • Parco Nazionale Kilimanjaro

    Il parco nazionale del Kilimanjaro, con una superficie di 756 km², è uno dei principali parchi nazionali della Tanzania. Il parco fu dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1987. Esso si trova nella parte nordorientale della Tanzania, al confine con il Kenya. L'ingresso principale del parco, il Marangu Gate si trova circa 30 km a nord della città di Moshi, a 1.870 m di altitudine. Nell'area del parco si trova il monte Kilimanjaro, con i suoi tre crateri: a ovest Shira, a est Mawenzi e al centro Kibo, la vetta più alta dell'Africa (5.895 m). Tra il Kibo e il Mawenzi giace una piattaforma di circa 3.600 ettari, chiamata "la sella", che costituisce la più estesa tundra di altura del continente. La sommità del vulcano è ricoperta da un ghiacciaio perenne.